Ridete pure di Thalnok! Con facilità egli cade vittima d'inganni.
Non udirà mai questo canto.
Diminuito nel senso,
rimpicciolito nello scopo.
In tutto e per tutto Thalnok ammanta Crota, mio figlio
Giunge alla somma guerra, la mia corte,
ingordo delle parole:
"Benvenuto, figlio mio."
A mio figlio Crota, divoratore della speranza, ho insegnato,
con la gelida lama e parole esecrabili,
di non chiedere nulla.
Creo Thalnok nella mia corte,
cosicché io possa osservare mio figlio
con una fedele ma sciocca simulazione.
Ascolta.
La vera forma ultima
richiede, venera e dipende dal
nulla.