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XXVI: Stella per stella per stella

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Verso 3:6 - Stella per stella per stella

Sotto un verde cielo infuocato, nel mondo del trono di Re Auryx, i nostri signori si abbracciano.

Noi, l'alveare, osserviamo mentre Savathûn mette le sue braccia attorno a Xivu Arath, e Xivu Arath stringe gli avambracci di Auryx, e Auryx prende le spalle di Savathûn. Sono immensi e bruciano di un potere furioso. Ma l'abbraccio è debolezza e lo disprezziamo.

Mai è successo di disprezzare i nostri signori. Forse perché hanno fallito? Noi, l'alveare, siamo stati respinti di mondo in mondo.

"Sono quasi giunta alla fine" dice Savathûn. "Pur tramando e pianificando, non riesco a versare abbastanza sangue per saziare il mio verme. E più mi sforzo, più diventa vorace."

"Io massacro e uccido" dice Xivu Arath "ma più lotto, più il mio verme richiede morte. Anch'io sono quasi giunta alla fine."

"Gli angeli di guerra dell'Ecumene mi hanno ucciso così tante volte" dice Auryx "che non oso uscire nell'universo per paura di dover proteggere me stesso con la forza. Il mio verme sta mordendo la mia anima dalla fame."

È così che finisce la nostra crociata? Siamo noi, l'alveare, indegni d'esistere?

Xivu Arath volge il suo immenso sguardo verso il basso: "Dovremmo ritirarci e radunare le nostre forze."

Savathûn chiude gli occhi, sconfitta e sconcertata: "Dovremmo pregare il verme, il nostro dio, di indicarci la via."

Ma il Re Auryx, il quale conosce la bellezza della forma ultima, ruggisce a loro: "Non avete imparato nulla? Vorreste forse rinnegare il nostro scopo? Qualsiasi cosa faremo, la faremo con la morte, compiendo un atto di forza e di guerra. Questo è il giudizio finale a cui siamo soggetti, questo violento giudizio, e se voltassimo le spalle a esso ci meriteremmo di essere divorati. No! Dobbiamo obbedire alla nostra indole. Dobbiamo tramare, dobbiamo sfruttare l'astuzia e la forza. Dobbiamo accettare questo dono, questa sfida, che il verme, nostro dio, ci ha offerto e dobbiamo trovare il modo di continuare a esistere!"

"Come sazieremo i nostri vermi?" chiede Xivu Arath.

"Ho trovato" dice astutamente Savathûn. "Ho trovato un modo, ma non potrà funzionare se non sterminiamo miliardi di abitanti dell'Ecumene. Come possiamo ucciderli?"

"Se non siamo in grado di sconfiggere le loro forze" dice Xivu Arath "infetteremo le loro debolezze. Ma loro sono signori della materia e delle leggi fisiche."

"Ho trovato un modo" dice il Re Auryx "ma richiederà un potere immenso, più di quanto ognuno di noi possieda."

"Uccidimi dunque" dice Xivu Arath "e poi sfrutta la logica di morte, il potere sprigionato uccidendo una forza grande quanto la mia."

Così il Re Auryx alza la sua lama e decapita Xivu Arath.

"E strangolami" dice Savathûn, brandendo un coltello dietro la schiena. "Sfrutta poi la logica di morte, l'astuzia che dimostri uccidendo qualcuno tanto intelligente quanto me."

Ma Re Auryx si gira con la velocità e la forza di Xivu Arath, e decapita Savathûn prima che possa muoversi. Re Auryx è il Primo Navigatore, colui che traccia la mappa della morte.

Queste sono vere morti, poiché avvenute nel mondo della spada.

Così s'incammina verso il verme chiamato Akka.