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XXVIII: Re delle forme

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Verso 3:8 - Re delle forme

Questa è la coronazione di Oryx, il Re dei Corrotti. È accaduta così.

Nel gelido abisso del mondo della spada, Re Auryx camminava sotto un mantello di fiamme verdi. Camminava per il cielo e, fremendo, il cielo si gelò sotto i suoi piedi. Camminò finché non trovò Akka, il verme dei segreti, il quale stava negando una verità per trasformarla in bugia.

"Akka, mio dio, verme dei segreti. Io sono Auryx, unico re dell'alveare. Sono qui per ricevere un segreto. Voglio il potere segreto del Profondo di cui tu sei il custode."

"Io non concedo segreti" disse Akka, con voce codificata.

"No" disse Auryx "tu non concedi nulla. Solo il Cielo concede. Tu veneri il Profondo, il quale richiede di prendere ciò di cui abbiamo bisogno."

Akka non disse nulla, poiché se avesse negato questa verità, essa sarebbe potuta diventare bugia.

"Ma tu ci hai concesso le larve, il verme" disse Auryx "e per questo motivo il verme ci divora: perché è stato concesso, non preso. Dunque io debbo prendere da te ciò di cui ho bisogno, benché tu sia il mio dio."

Disse Akka: "Non ne hai la forza."

Ma era una menzogna. Auryx aveva ucciso la sorella Savathûn e la sorella Xivu Arath, e possedeva la logica di morte per averle uccise.

Auryx il Primo Navigatore piombò sul suo dio con la spada e le parole, tagliò Akka in pezzetti, dai quali trasse il segreto dell'invocazione del Profondo. Scrisse questo segreto su un gruppo di tavole che chiamò le Tavole della Rovina, e le pose sul fianco.

Poi Auryx disse: "Ora posso parlare con il Profondo, la magnifica forma ultima. Io sarò il Re delle forme. Imparerò tutti i segreti del nostro destino."

Il suo discorso al Profondo non è riportato qui, ma si sa che lui tornò e disse: "Ora sono Oryx, il Re dei Corrotti. E sono in grado di corrompere la vita e renderla mia."

Poi uscì nell'universo e lottò contro l'Ecumene con le sue Tavole. E il verme, il suo dio, ne fu compiaciuto.