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I corrotti

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Dai diari di Ikora Rey

Ho parlato con Eris dei corrotti.

Lei crede che ciò che osserviamo, le aperture, la luce stellare e i corrotti stessi, non siano frutto della magia dell'alveare. Se l'arcano dell'alveare fosse una metafora, allora questo sarebbe il significato; se facessero appello, allora questo sarebbe il giudice.

Oryx impugna questo potere, ma non ne è il creatore. Affrontiamo lo stesso fiore che abbiamo incontrato nel Giardino Nero.

Il processo è semplice: un'apertura si spalanca, come delle fauci, e inghiotte ogni cosa vivente. E finisce in un altro luogo, per poi ritornare più tardi.

Ciò che ritorna è...

A volte uso la parola "ombra", ma Eris non è d'accordo. Un'ombra è una proiezione piatta generata da una luce e un oggetto, Non sembra concreta. Eris insiste nel dire che questi corrotti sono più reali, in qualche modo. Lei ha usato parole come "abitanti", "eminenze", "raffigurazioni finali"...

Questo potere è per caso cieco? Un'energia che Oryx ha scoperto? Non posso crederci.

I miei Occulti dicono che i corrotti splendono di una luce opposta, in fermento. Come se l'universo li stringesse in una morsa. Come se irradiassero una sorta di patologia che diviene inesistenza nei nostri mondi.

I corrotti servono Oryx, ma penso che quelle fauci conducano da qualche altra parte.

Sogno di scoprire cosa gli accada, e sogno come avvenga questo processo. Le vittime vengono forse divorate e rimpiazzate da simulacri? Poste in gusci e poi riempite? Viene condotta qualche operazione matematica su di loro, convertendole da una forma a un'altra?

Cosa vedrei se vi entrassi? Cosa succederebbe ai guardiani? È così che li termineremo? Saltando nell'oscurità per riempirla con la luce?

Eris crede che ci sia poesia nel mutamento dei corrotti. Pensa che potremmo tracciare le differenze e capire la volontà che si cela dietro di esse.

Ho paura che possa avere ragione.