Quando creai la mia Corte dissi: "Ammirate! Sono un emancipatore, un portatore di verità.
Devo fare spazio alla felicità nella mia Corte."
Sollevando un gran tributo, tenni un consiglio col mio verme conquistatore.
Esso mi parlò... era il discorso sulla verità.
Si nutrì di me... era l'accordo a cui scesi.
Mi mostrò una forma... era la forma della pura felicità.
Esso mi disse: "Questa è la forma della felicità, mio signore."
Fatti avanti, Kalgoor ed entra a far parte della mia Corte.
Mostra le tue capacità. Le esigo. Le metterò a paragone con questa forma.
Disse Kalgoor, Esecutrice del Mondo, che divise le lune:
"La mia felicità è controllo, la mia felicità è dominio.
È la felicità del potere."
Disse Kalgoor: "Esigo la lealtà della nuova carne.
Immensa e furiosa nella sua fame.
E che possa non essere governata altrimenti.
La mia morte è nascosta in questa capacità."
Ho comunicato la mia decisione contro di essa come Oryx, Geometra di Forme.
Fu deciso sul sapore del suo tributo,
e sulla forma delle sue capacità.
Disse Crota, mio figlio:
"Eleverò la nuova carne e nemmeno Kalgoor la potrà comandare.
In questo modo espanderò il nostro potere."
O Yul, questa è la mia Corte.
Ascoltala attentamente, poiché sarà la mia rivendicazione.