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Frammento di Spettro: L'Atollo 4

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Si lasciò trascinare nella polvere.

Le braccia erano inarcate. Due mani cingevano ciascun bicipite come morse d'acciaio. Il corpo era afflosciato, le punte dei suoi scarponi consumati urtavano contro i sassi, lasciando lunghi solchi nella terra. Teneva gli occhi abbassati, con il mantello lacero e macchiato calato sul volto. Non era una posizione a cui era abituato.

Lo svilirono, lo maltrattarono. Si morse l'interno delle labbra finché non uscì sangue. Lottò per non resistere.

Dovevano credere di averlo spezzato, di averlo reso innocuo.

Era l'unico modo per farsi condurre davanti al loro Kell.

Aveva passato settimane intere a dare vita al piano che lo condusse dai caduti, lasciando una pista nei luoghi dove non potevano non trovarlo. Era scappato furtivamente di pianeta in pianeta: Marte, poi Venere, poi Mercurio e poi ancora... seguendo le voci e i sussurri. Si era nascosto dai guardiani e dal suo stesso popolo. Aveva lasciato crollare tutto ciò che avevano costruito, mentre i suoi fedeli setacciavano ogni angolo del sistema per trovare le sue tracce.

Ora era tempo di terminare la ricerca e iniziare a ricostruire.

Avrebbe avuto bisogno di soldati fidi al suo nome e a quello di nessun altro; corpi da conformare ai suoi scopi con la volontà, la magia e la tecnologia. Corpi al suo servizio.

Credeva che l'avrebbero portato in un Ketch, ma erano sottoterra. Non in prossimità del Cosmodromo, ma... non non importava. La geografia di questo dannato mondo non gli era mai interessata più di tanto. Non era il suo.

Chinò il capo il più possibile, ascoltando i soffi e gli schiocchi gutturali fuoriuscenti dalle fauci di un presunto re dalle vesti gialle. Un monarca infranto di un Casato infranto, e l'ultimo della sua specie.

Avevano più caratteristiche in comune di quanto avrebbe voluto ammettere.

Quando la rabbia della creatura si spense, alzò lo sguardo per guardarla. Non vi era bisogno di parole.

L'ascesa di un Kell, la sconfitta di un altro.

E il Principe sentì un leggero ronzio di luce stellare attraversargli il corpo. Sapeva bene cosa significava: lei sarebbe stata fiera di ciò che avrebbe compiuto.