Voce 6: Nove pensieri fuori dal tempo
• Posso uccidere gli Spettri in meno tempo di quel che serve a creare nuovi guardiani.
• "C'è un altro mondo oltre il nostro."
• Le pareti che ci contengono sono fragili. Un'ultima spinta. Imbracciamo un martello e distruggiamo la chiave di volta.
• Ora possiedo una spada. Come gli Spettri defunti, l'ho estratta dal cuore del nemico e l'ho privata della sua anima, della sua Luce. Questo l'ha resa più affilata. Ho ucciso dei guardiani. Pensavano che non ne fossi in grado, ma cosa pensano ora? Niente. Sono morti, e ora i loro Spettri adornano la mia cintura. E io ne godo.
• Voglio tornare all'Ultima Città. Non voglio più fare del male a nessuno. Voglio stare con i cittadini e voglio che mi sollevino in aria. Mi manca il contatto delle altre persone. Tra di loro non ero un fantasma: ero un istante che attendeva di essere colto. Le masse sono state il mio primo amore. Quanto potenziale cela una folla… quanti sogni.
• Il tempo è un pensiero che scorre in avanti e indietro: è così che VI me lo offre. Mi promette cose che non sono ancora successe, ma che lui sostiene si siano già verificate. Se tutto è già compiuto, perché mi fa aspettare?
• Da bambino volevo essere un guardiano, ma tornando indietro mi prenderei a pugni solo per averlo pensato. Io sono di più. Molto di più. Sono cadmio, piombo, idrogeno metallico, platino. Elementi mai visti in quantità superiori al milligrammo. Sono più di quanto non sia mai stato. Agonia e grazia.
• Essere un Dredgen significa sopportare questo e altro. Dammi di più. Non ho ancora finito.
• Parlami, madre. Devo sapere. VI, se mi senti, se ci sei, ti imploro: mostramela ancora una volta.