Sehrish
"Hiro, che cosa ti avevo detto? Di appendere questo ritratto di famiglia", disse Sehrish a suo marito in tono di rimprovero. "E dov'è mia figlia? Ho bisogno che vada al mercato…"
"Mamma", la interruppe Valla, "il nostro appuntamento è tra due ore."
"Vai al mercato", continuò sua madre, agitando una latta quasi vuota. "Prendi cumino e cardamomo. Abbiamo quasi finito il garam masala e la cosa non mi piace."
"Stiamo per andare in isolamento. Non ci servono altre spezie!"
"Ah, no? E cosa mi dici del pannello del corridoio, che si rompe sempre?" Inspiegabilmente, il pannello di servizio di casa Tanaka era stato la fonte del 90% dei cali di tensione nel vicinato. "E se il Solcanuvole venisse a ripararlo? E se volesse prepararsi un buon pranzo dopo aver lavorato? Rohan non si merita forse di trovare una cucina ben fornita?"
Valla la fissò, stupefatta dal ragionamento. "Se vuole mangiare può farsi un chana masala con la stampante alimentare. Va più che bene!"
"No, che non va bene", rispose Sehrish con voce rotta. "Quella macchina non ha un'anima. Cucinare è un atto d'amore. Devi metterci qualcosa di tuo."
"Sai bene quant'è importante questa cosa per la comunità. Per tutta la città!" Valla mise giù la borsa vicino alla porta. "Hai votato tu per questo isolamento!" Si aspettava un altro ragionamento distorto da sua madre, ma Sehrish lasciò cadere le spalle in avanti e si mise a tremare leggermente. La figlia ci mise un po' a capire che sua madre stava piangendo.
"Io e tuo padre abbiamo fatto domanda per un appartamento più grande quando ero incinta di te." La donna si asciugò una lacrima. "E siamo sempre stati così occupati a crescerti che non abbiamo mai avuto il tempo di finire tutte le modifiche che volevamo apportare. Come posso andarmene, se non ho ancora finito?"
"Ah, mamma." Valla l'abbracciò forte, poi sentì delle braccia più ampie cingerle entrambe e sentì l'odore del dopobarba di suo padre.
"Quella vita nel computer. Non è come essere a casa", ammise la donna, con tono sorpreso.
"Certo che non è ancora come essere a casa, Sehrish", borbottò piano Hiro. "Devi metterci qualcosa di tuo."