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CAPITOLO 5: NUOVE DIVINITÀ

Fu Taurun, una dei consiglieri di Caiatl, ad avvisarla dello spettacolo. "Nella piazza", disse con voce preoccupata. "Mai visto niente di simile." Caiatl vi andò immediatamente. Nella piazza centrale del distretto degli armaioli di Torobatl, una fiamma di un verde brillante lambiva il cielo. Umun'arath era davanti alla fiamma, nuda a eccezione di un drappo che le fasciava i fianchi, sotto la custodia di due guardie. Sulla sua pelle erano incisi strani simboli. Quando vide Caiatl, gettò indietro la testa e rise. "Giunge la Principessa-Imperiale", disse. "Per inchinarsi alla nostra nuova divinità." [Sono Savathûn, sussurrante.] Caiatl le si avvicinò. "Lasciatela andare", ordinò alle guardie. Riluttanti, queste le obbedirono. "Quale divinità, Umun? Quali eresie ti sei inventata stavolta?" Umun sogghignò. "La dea della guerra", disse, e la terra tremò sotto i loro piedi. [Ma la dea della guerra aveva schierato le proprie armate altrove. Era la sorella, compiaciuta, che bisbigliava all'orecchio della neofiglia Umun'arath.] Caiatl era in piedi davanti a Umun, sotto la luce verde del fuoco. "La tua ossessione è una debolezza", disse. "E una minaccia per la nostra prosperità." "Non si può più fermare", replicò Umun, deliziata. [Xivu Arath, ascoltami.] Caiatl non distolse lo sguardo. "Non ho alternative, se non di…" Umun, ridacchiando, alzò le mani. Erano luminose. Il fuoco dietro di lei bruciava sempre più vigoroso, con rumore di ossa tremanti. "Esiste solo la guerra", disse. Mentre il rumore si faceva più acuto, Caiatl prese una decisione. Con fulminei riflessi, come Umun le aveva insegnato, sguainò la spada cerimoniale che aveva al fianco e la conficcò nel petto di Umun. Umun rise. [Tu sei la guerra, e io ti chiamo con la guerra e il sangue.] Rideva, rideva e rideva. Finché la bocca non cominciò a schiumare. Finché Caiatl, disgustata, non la spinse via dalla sua spada con il piede. Il corpo cadde indietro tra le fiamme verdi. [Un dono per la mia sorella prediletta.] Mentre il fuoco consumava il cadavere, un gigantesco portale si aprì nel cielo.