Voci
Non so molto delle profezie del controverso stregone, Osiride. So che le sue teorie animano le discussioni degli abitanti della Torre, siano essi civili o guardiani, e ho visto sorgere tali discussioni nei luoghi più disparati, perfino anni dopo che Osiride partì per portare avanti la sua ricerca radicale.
Ti dono questa freddura:
Un seguace di Osiride e uno scettico si siedono a un tavolo per discutere delle loro vedute. E su quel tavolo ci muoiono.
Non chiedermi dove l'ho sentita. Ma non sorprenderti: se pensi che la gente della Torre non prenda in giro voi guardiani ogni tanto, evidentemente non presti sufficiente attenzione.
Comunque sia...
Ho sentito di Fratello Vance, seguace di Osiride. Le voci sono nate come leggende: sul fatto che potesse usare le conoscenze svelate da Osiride per compiere miracoli o elevare i guardiani fino al loro massimo potenziale. Poi, per un motivo che non comprendo, le voci sono cambiate: Vance è un fanatico che non ha mai conosciuto Osiride, abbandonato tra le sabbie di Mercurio in attesa di qualcosa che mai arriverà.
I guardiani sono votati all'azione. Credo che non sappiano comprendere una simile passività.
Per quanto riguarda me, penso che dovremmo credere in cose e persone tangibili. Una cosa fatta da qualcuno, qui e ora, rappresenta meglio il suo spirito rispetto a qualcosa che si narra abbia fatto. A me pare che attendere il ritorno dell'eroe, rileggendo gli stessi libri e le stesse lettere, confidando in un futuro incontrollabile... beh... sia una perdita di tempo.
E così divento propugnatrice dell'azione. Mani impegnate, mente impegnata.
Ma credo anche che sia triste e scoraggiante venire abbandonati dal proprio idolo, perfino se tale abbandono è il frutto dell'immaginazione. Un uomo come Vance, per come lo immagino, veglia nella solitudine totale. Forse sa cosa dice la gente di lui. E cerca di dimostrarsi superiore isolandosi ancora di più.
Non l'ho mai incontrato, si badi bene. Non so quali voci siano vere e quali meri pettegolezzi. So solo che l'Aurora accoglie tutti, specialmente coloro che si sentono più soli.