IV. La radice dell'unità
Sono in piedi su un molo di vetro che si estende su un lago pallido, alcalino. Attraverso un campo di neve carico di elettricità statica. Sono seduta su una panchina davanti a un fregio del Partenone consumato dai millenni, di una levigatezza quasi perfetta.
:cambiamento necessario:arto nelle fauci di una bestia smandibolante:nessuna mente solitaria è salda:
:un generale prudente accetta nuove prospettive:un generale prudente vince la guerra:
Hai ragione. Ho bisogno di nuovi strumenti.
:confutazione:non strumenti:alleati:ascoltate:
:assistete chi venne prima di lei:
Mi alzo dalla panchina. Mi levo la polvere dalle mani. Esco dal museo e lascio cadere il talloncino del mio biglietto. I miei strumenti mi aspettano.
IO VI COMANDO.
Tiro l'elica e il filamento si riforma. Gli eucarioti si contorcono, si gonfiano, collassano.
MUTATE.
Mangiate la mela, lasciate il giardino, fate una scelta che provenga da qualcosa di diverso dal vostro Collettivo. Ho bisogno di varianti a livello tattico. Ho bisogno che le vostre menti siano separate dalle altre.
RISPETTATE QUELLO CHE POSSO DARVI.
I minotauri si inginocchiano al mio passaggio, la mia mano lascia scintille sui loro telai. Le idre mantengono le ciglia immobili, in segno di rispetto.
Un hobgoblin tiene in mano inutili scarti luccicanti da saldare al suo corpo. La sua mano è molto ferma mentre applica la saldatura.
DIMMI PERCHÉ.
La sua mano tentenna. Alza lo sguardo come un girasole che si rivolge a chi gli dà la vita.
V^ direttiva(originale/HOBGOBLIN)==osservare==giudicare==agire || SE(indipendente)=vero ALLORA direttiva(modificata/HOBGOBLIN(indipendente))==osservare==creare==costruire (sé, altro, bellezza) ^V
Un aspirante artista? Inutile. Uno spreco mentale.
:nuovi occhi:nuovi arti:necessari:
Sbagliato, Te'Qal.
:un esercito è più della sua testa:
Un esercito non è altro che la sua testa. I tuoi parenti cefalopodi e i loro arti mentalmente indipendenti non sono il modello a cui mi ispiro.
Prelevo la carica dal fluido radiolare dell'inutile hobgoblin con un veloce passaggio del palmo sulla sua testa. Il telaio, ora vuoto, cade mentre faccio roteare l'energia recuperata in una sfera, come filo in un gomitolo che mi pizzica la mano.
Ne richiamo un altro dal mare. Conosce la sua creatrice.
DIMMI CHI SEI.
V^ direttiva(originale/ARPIA)==studiare==compilare==servire || direttiva(modificata/ARPIA(Guida))==input(richiesto) ^V
Sfrego la sfera di energia tra i palmi finché non diventa liscia, con onde elettriche lunghe e calme. Il vex si abbassa alla mia altezza al solo pensiero, e lascio che la sfera affondi nel suo enorme occhio di bronzo. Immensi petali fremono e si ripiegano verso l'interno.
PERFETTA.