Nepotista
(Padre… è passato un anno da quando sei stato preso. Ma da allora non siamo più stati attaccati. So che i predatori tengono d'occhio il clan, ma di questi tempi sopravvivo da solo. Ostracizzato per essere stato l'unico col coraggio di reagire. Hanno detto che sono un problema.)
(Vedremo cosa diranno quando ti riporterò indietro. Se sei ancora vivo.)
(Ogni Sole ombroso, percorro il perimetro dell'Abisso grazie alla sintonia tra il nostro grande sole e il convertitore zaffirino, che mi fornisce luce nell'oscurità. I predatori non si aspettano il mio arrivo, quindi non mi vedono. E grazie al falcione, un'arma del Regime al quale ho dato il tuo nome, Guardia di Rhelik, squartarli è ancora più facile.)
(Ne uccido molti cercando una tua traccia. Mi lavo le mani nel loro sangue, sperando che tu sia sopravvissuto. Senza la tua guida ero perso. Incerto su ciò che sono. Su chi sono. Su cosa devo fare.)
(E ora, mentre ti stagli davanti a me avvolto nei simboli dello stesso Regime che ti ha rapito, sono sicuro che non avrai risposte.)
(E mentre richiami i tuoi predatori per sopraffarmi, per legarmi, per trascinarmi nella densa e infinita città di Lubrae, mi convinco che sei un codardo.)
(Mentre testimoni al mio processo, chiedendo che io non sia messo a morte per le accuse di incommensurabili crimini avanzate dal Regime, ma che sia messo a servire al fianco dei predatori, al tuo fianco, per uccidere gli erranti e distruggere i clan, mi convinco che sei un opportunista.)
(Che ne sarà di mia madre? Del nostro clan? Che ne è stato di "Morte al Regime"? Che ne è stato di attendere il momento giusto? O forse questa è l'ennesima lezione di inazione: risparmiarci il peggio assoluto in modo da poter vivere a stento? Sopravvivere a stento?)
(Mi convinco, padre: tu morirai per mano mia.)