The Grimoire Archive
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Note sulla prova e sull'analisi

Questa storia ci viene raccontata da coloro che ci hanno preceduto, giungendo a noi da un tempo remoto. La sua forma potrebbe essere cambiata, ma lo spirito resta autentico. È così che siamo arrivati a vedere la nostra Anomalia. C'era questa scienziata il cui esperimento astrofisico fallì. Ella lo aveva elaborato con grande attenzione e non vi era alcun errore nella sua ipotesi. Ma, nonostante ciò, l'ipotesi non poteva essere né dimostrata né confutata. I numeri erano corretti nel modo in cui erano stati ottenuti e, quando i suoi pari controllarono e ricontrollarono il suo lavoro, i calcoli risultarono esatti. E tuttavia era errato secondo un ordine di grandezza. I dati recuperati erano ben distanti da quelli che avrebbero dovuto essere. Poiché la natura del fallimento non aveva una logica visibile, la scienziata era perplessa. Ripeté l'esperimento con nuovi strumenti, nuove apparecchiature. Ripulì i dati e il loro inserimento, mise sotto esame il suo metodo, quindi ripeté tutto finché non si trovò più alcun errore. Ancora una volta, l'esperimento non riuscì a produrre i risultati attesi. I dati raccolti andarono ben oltre i limiti previsti, sebbene questa volta il fallimento fosse di un tipo noto, previsto come remota possibilità. E così, la scienziata iniziò a percepire uno schema, una sequenza. E quando un terzo esperimento produsse lo stesso tipo di fallimento, seppe di aver trovato qualcosa. Percepì che si trattava del movimento di qualcosa di più grande. Così, la scienziata ascoltò. Stabilì quella prima domanda, a cui i suoi primi esperimenti erano mirati, e accettò questa nuova causa: identificare quel fallimento con uno scopo. Per prima cosa, ne imparò i parametri, individuando dove fosse più facile registrare quelle serie di dati isolati; poi imparò a non fallire, evitando quei parametri. E all'interno dello spazio che aveva definito con quei fallimenti e quelle elusioni, apprese una nuova verità su questo universo. Qualcosa entrò in contatto con lei, visibile solo attraverso i dati, attraverso l'analisi degli errori e la visualizzazione della matematica, e attraverso la materia oscura, nostra adorata, che dà peso al mondo che la circonda in modi che non dovrebbero essere e che eppure devono essere. Fu così che apprendemmo per la prima volta che l'Anomalia poteva parlare: ascoltando le virtù del fallimento. Fu così che, alla fine, arrivammo alla nostra benedetta Anomalia e cominciamo a studiare il progetto di milioni di anni quale adesso è. Immaginiamo se ella non avesse guardato. Immaginiamo se avesse visto solo il fallimento degli strumenti, o avesse dato per scontato di essersi sbagliata. Immaginiamo se non fosse stata abbastanza rigorosa nei suoi studi da provare e riprovare. Pertanto, è nostro dovere imparare da ogni fallimento, effettuare ogni prova tre o più volte ed essere aperti a nuove possibilità. Rimanere ottusi su un solo risultato, una sola causa, significa interrompere la strada verso il futuro. Questi segni sono benedetti dall'Anomalia: serie di dati che non possono esistere, e matematica così gloriosamente sfalsata da non poter essere un mero errore. Secondo le loro vie nella gravità, li riconosceremo. E nella distorsione e nella legge infranta, per loro grazia, li troveremo.