Luna - 9
"Esistono dei mostri nelle leggende insonni, alcune delle quali hanno avuto origine durante l'Età dell'Oro dell'umanità", spiegava Ylaia a Scintilla mentre passeggiavano negli ombrosi giardini della Città Sognante.
"Fu un'epoca in cui molti cercarono di sovvertire le leggi della vita e della morte. Per esempio Clovis Bray. E anche una fazione dell'alveare." Ylaia alzò un sopracciglio in direzione di Scintilla.
"Bray usò gli strumenti dei vex, mentre il sacrilego alveare praticava l'arte magica della negromanzia." Il suo tono si fece più cupo. "In un certo senso, entrambi riuscirono nell'intento."
"I primi esperimenti dell'alveare furono condotti in segreto, sotto la guida di un potente incantatore di cui non farò il nome qui."
"Nokris", suggerì Scintilla.
"Sì." Ylaia fece una smorfia. "L'innominabile incantatore creò molti abomini usando soggetti vivi e morti, tra cui alcuni poveri e sfortunati minatori sulla Luna." Congiunse le punte delle dita. "È possibile che l'accesso a queste potenti 'zucche' abbia fatto compiere un balzo ai suoi esperimenti."
Il suo sguardo inquietante penetrò l'occhio meccanico di Scintilla. "Questo potrebbe spiegare perché i senzatesta esistono ancora al giorno d'oggi e perché i loro volti fiammeggianti ricordano le reliquie dell'Età dell'Oro."
"Wow, questo spiega moltissime cose", si meravigliò Scintilla. "Però…", continuò un po' a malincuore, "le zucche non sono potenti reliquie, sono solo… dei frutti."
"Certo che lo sono", concluse Ylaia in tono tragico, "i frutti della dannazione."