LUI VEDE
Mio Spettro, mia ombra, mia essenza. Non sei stato tu a condurmi qui. Non hai detto: "Devi vedere una cosa", trascinandomi fino all'altro capo del mondo per mostrarmela. Hai solo detto: "Andiamo" e io ti ho seguito.
Perché, ai miei occhi restituiti alla vita, il mondo era nuovo e volevo scoprirlo. Volevo che tu mi guidassi.
Quando finalmente raggiungiamo la vetta della montagna, lo vedo. Vedo dove mi hai portato e capisco perché.
Il Viaggiatore fluttua basso nel cielo, immenso e solenne.
"Ci siamo", mi dici. Respiro l'aria fredda.
Una visione prende forma. Un'immensa città. Castelli di vetro forgiati dalla sabbia di una clessidra. Ascenderemo e ci riuniremo al Viaggiatore. Proteggeremo l'umanità come hai detto che il Viaggiatore protegge noi, come lui vuole che noi lo proteggiamo.
"È da qui che vieni?", ti chiedo. Fluttui sopra la mia spalla. Anche tu stai guardando il Viaggiatore.
"Sì", rispondi, annuendo.
"Sei a casa", dico.
"No", rispondi con tutto il calore di cui è capace il tuo corpicino. "Tu sei casa mia."
Ti adagi sul mio palmo aperto e io ti stringo al petto. Qui, nel luogo in cui il mondo culla il Viaggiatore. Qui, nel luogo in cui il Viaggiatore tocca il mondo, io voglio tenerti vicino.
E capisco che anche il Viaggiatore è uno Spettro: uno Spettro giunto per far rinascere la Terra.