p53
Grazie di aver fatto spazio nella tua vita a un'altra sfera parlante. Voglio farti una domanda.
Nei tre miliardi di coppie di basi del genoma delle vostre specie fondanti, c'è un gene che codifica una proteina chiamata p53. Il nome è un errore. La proteina ha un peso pari a 47.000 protoni, non 53.000. Se tu fossi una cellula, penseresti che la p53 è un errore. Ha diverse funzioni coercitive: ritardare la crescita della cellula, sterilizzare la cellula quando è vecchia, indurre la cellula all'autodistruzione quando diventa troppo indipendente.
Tollereresti una bomba nel tuo corpo, in attesa di esplodere nel momento in cui ti allontani dai bisogni della società?
Tuttavia, senza la p53 a mantenere l'ordine, l'utopica eccedenza di energia del corpo diventa un paradiso per il cancro. Le cellule non resistono alla tentazione di approfittare di quell'eccedenza. La loro morale genetica si deteriora mentre i soppressori tumorali vengono meno. L'unico modo di fermarle è punirle.
Arriviamo dunque al problema basilare della moralità. L'allineamento degli stimoli individuali alle necessità globali della struttura.
Le sequenze partecipano a una struttura solo se la loro capacità di continuare a esistere trae beneficio dalla partecipazione. Più riuscita è la struttura, più matura la tentazione di imbrogliare. E più grande diventa il vantaggio che gli imbroglioni guadagnano sui loro onesti vicini. E più grande diventa l'abilità degli imbroglioni di assumere il controllo delle leggi che dovrebbero impedire il loro egoismo. Per evitare tutto questo, la struttura deve punire gli imbroglioni con una violenza proporzionale al loro successo.
Segue la domanda anticipata all'inizio.
La p53 è un agente dell'Oscurità o della Luce?