The Grimoire Archive
Grimorio Tracker Libri

Risvegliarsi

Sono il primo Oratore a vedere uno Spettro. Secondo i nostri racconti, dopo il Crollo, il Viaggiatore si divise in migliaia di frammenti, inviati poi nel mondo. Questi piccoli frammenti sono attratti da me e da altri come me, come falene. La prima volta che li vidi, pensai che fossero droni di sorveglianza, ma da vicino non assomigliavano affatto alla nostra vecchia tecnologia. Si muovevano come organismi, in modo naturale. Facevano frullare gli involucri quasi fossero piume; le loro piccole luci frontali si aprivano e chiudevano come occhi. "Ci chiamiamo Spettri", un giorno mi disse uno di loro, fluttuando sulla mia spalla mentre attizzavo il fuoco per cucinare. "Perché?" chiesi in tono leggero, gentile. Sono tutti diversi, questi Spettri. Molti di loro sono simili ai bambini, curiosi e socievoli. Altri sembrano stanchi di stare al mondo sin dalla nascita. Lo Spettro fece frullare i suoi petali d'argento, pensieroso. "Forse perché siamo alla ricerca." È una buona risposta, per quanto mi riguarda. Sono alla ricerca anche io. Lascio che i piccoli Spettri mi seguano. Parliamo di come fosse il Viaggiatore prima del Crollo. Loro adorano ascoltare e io adoro ricordare. Credo che, nel fondo del loro nucleo, ricordino anche loro. Ricordino un tempo in cui erano una cosa sola. Però adorano chiedermi cosa mi dicesse il Viaggiatore, e io racconto loro tutti i sogni che ancora riesco a ricordare. Non ho più sognato dal Crollo e questo, in fondo, è quasi come sognare ancora. Quasi. Oggi, al crepuscolo, una degli Spettri timidi e silenziosi che mi seguono spesso mi ha chiesto di accompagnarla nella valle. Dovrei dire di no, ma sento in lei note di speranza. E sono curioso. Vaghiamo per diverse ore. La terra qui si sta riprendendo, non solo dal Crollo, ma anche dal periodo precedente. Le risorse per il nostro insediamento sono scarse, ma la natura sta lentamente riguadagnando terreno. Al momento, è una natura crudele. Per anni è stata confusa e costretta alla fame, strappata al suo normale corso, e ora ne paghiamo le conseguenze. I lupi divorano il nostro bestiame. Orsi con la rogna vagano per le strade di notte, grattando alle nostre porte. La terra ricorda il veleno che ha bevuto ed è avara di raccolto. Ci proteggiamo da questo mondo in rinascita come possiamo, e di notte non usciamo quasi mai. Ma sono colto da una curiosità più forte di me. Lo Spettro mi conduce verso un granaio con un tetto in rovina. Mi chiede di attendere nascosto fuori, dicendo che "potrei spaventarla". Non capisco bene cosa voglia dire. Mi accovaccio e la osservo fluttuare sugli antichi resti di una persona, a malapena riconoscibile come qualcosa che un tempo era vivo. Lo Spettro sorvola nervosamente il corpo, prima di farvi scorrere sopra una pallida luce. Davanti a miei occhi, la carne ricresce sulle ossa e i vecchi tessuti si riformano. Questa persona, una donna, emette un ansito e si alza a sedere. Non riesco a crederci. Lo Spettro fluttua attorno alla sua nuova compagna e sussurra qualcosa di rassicurante. Non riesco a sentire. Provo meraviglia, seguita da invidia e poi da vergogna.