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Estatica III

Due divennero quattro, e i quattro chiamarono, e i quattro divennero otto. In questo modo, evocati dai loro fratelli e sorelle, i dormienti si svegliarono. Nel tempo, gli insonni popolarono il mondo, e il loro numero era di quarantamila e ottocentonovantuno. Bevevano la dolce pioggia e mangiavano i frutti della foresta, mentre la luce stellare si stendeva come unguento sulla loro pelle. Il primo dei loro linguaggi era la parola e la prima delle loro armi da caccia era l'arco. Ora gli insonni cercavano un nome per distinguere il mondo dal non-mondo. Gli ottocentonovantuno dissero ai quarantamila: "Che questo mondo sia chiamato Affluente, poiché sogniamo un grande fiume da cui ci siamo separati." Ma i quarantamila erano turbati, e chiesero lumi sul predecessore, sul luogo da cui provenivano. "Non ci siamo svegliati nel posto in cui il sonno ci colse", dissero i quarantamila. "Nel riposo traversammo un capolinea, e il nostro atavismo ci fu sottratto. Come mai?" E così venne indetto un consiglio nel punto in cui i fiumi si incontrano, per determinare la natura e lo scopo dell'esistenza. Qui venne promosso il primo censimento, che contò trentamila e centoundici donne, diecimila e duecentonovantacinque uomini e quattromila e ottantacinque non specificati. Tra gli insonni serpeggiò il timore che uomini e non specificati sarebbero andati persi. Alis Li parlò per prima, ma per volere di Uldwyn molti cercarono il consiglio di Mara in gran segreto. Tra loro vi era Kelda Wadj, che sarebbe diventata l'Onninsegnante, e Sila, che sarebbe diventata madre di Esila. Disse Alis: "Abbiamo ricevuto in dono questo mondo da una congrega molto potente, e a quella congrega abbiamo ceduto il diritto alla nostra storia. Abbiamo abbandonato ciò che venne prima. Così facendo, abbiamo saldato tutti i nostri debiti. Guardiamo oltre! Esploriamo questo giovane cosmo e crogioliamoci nella sua gloria!" A queste parole replicò Owome An, che era tra i quarantamila. "Qui siamo alieni", disse Owome. "Dobbiamo risalire il nostro retaggio, tornare nel luogo da cui siamo venuti. Chiedo di indire una votazione." Disse Mara, in segreto: "Questo è il nostro porto sicuro, e non potremo rimanervi per sempre. Ricordo il pericolo. Soverchiante. Ricordo la nostra nascita. Nella morte. Dobbiamo stringerci gli uni agli altri fino al sopraggiungere del momento opportuno." Questo consiglio produsse otto verdetti e un nono. Il primo: le genti sarebbero state insonni, ed erano immortali. Il secondo: questo mondo era l'Affluente di un altro, ma era proibito cercare il modo di ricongiungersi alla corrente madre. Per questo motivo, il mondo si sarebbe chiamato "Effluente", poiché quello era il nome appropriato per un fiume che devia dalla corrente madre e non vi fa ritorno. Il terzo: gli insonni si sarebbero moltiplicati in ventri di carne e macchine, ma solo dopo una scrupolosa conta della popolazione e soltanto sotto la supervisione di coloro che erano versati per la buona tecnologia, poiché ogni nuovo nato sarebbe stato immortale. Il quarto: coloro versati per la buona tecnologia sarebbero stati ammirati e riveriti, affinché l'eutecnologia potesse essere preservata. Sarebbero stati eutecnologi. Il quinto: le donne avrebbero accudito e protetto gli uomini e gli altri fino alla venuta dei nuovi nati. Il sesto: lo scopo degli insonni sarebbe stato di conoscere e amare gli universi. Il settimo: gli insonni erano stati creati in una congrega di Luce e Oscurità, ma la congrega era soddisfatta e tutti i debiti estinti, tranne quello per cui, in base al Secondo Verdetto, avrebbero avuto il dovere di restare sull'Effluente. L'ottavo: gli insonni erano compiuti in loro stessi ed esistevano secondo il principio dell'equilibrio. Il nono: non ci sarebbero state elezioni, e Alis Li sarebbe stata proclamata Regina. Come prima cosa, disse che tra gli insonni non ci sarebbero stati segreti. Poiché Alis era a conoscenza del seguito di Mara e, nonostante non fosse né invidiosa né preoccupata, la ricordava come la scintilla da cui può divampare la fiamma.