DCCLXXXIX.
DCCLXXXIX.
Redatto dallo scriba Ixolt
Quella che segue è una lettera mai inviata all'eroe della tribù dei guardiani, dettata dal grande Imperatore Calus:
"Ah, creatura della Luce! Che gioia averti potuto osservare!
Quando ti invitai per la prima volta sul mio Leviatano, vederti affrontare la prova da me progettata fu un enorme piacere. Era tagliata su misura per i tuoi talenti, ma di questo mi accorsi solamente dopo, poiché non era nelle mie intenzioni crearla così. Possiamo definirla una coincidenza: i talenti che possiedi erano quelli che cercavo.
E quando colpisti il calice tenuto in mano dal mio automa? Ah... la mia anima si colmò di bramosia.
Quando la mia bellissima nave venne invasa per ben due volte, la prima dalla mente vex Argos e la seconda dal detestabile Val Ca'uor, quelle visite non furono così... piacevoli. Tu invece navigasti tra le pericolose peculiarità della mia adorata casa con... grazia ed entusiasmo.
Ma più di ogni altra cosa, a deliziarmi è stato il tuo entusiasmo per la sfida. Osservarti balzare agilmente attraverso il mio reattore! Vederti alla guida della tua squadra in perfetta sincronia contro l'invidioso Val Ca'uor! Che godimento!
Quelle gesta mi avvicinarono a te. Furono d'ispirazione per creare un calice tutto tuo, da cui bere generosi sorsi del mio sangue reale e arricchire il tuo spirito. E io sapevo che l'attrazione era reciproca, poiché ti lanciasti a capofitto nel mio Serraglio. Accettasti i miei doni, rispondesti alla chiamata delle mie sfide. Il giorno in cui abbattesti Gahlran, con il calice dorato in mano... Quel giorno capii davvero che eravamo fatti per stare insieme.
Mi affascini, creatura della Luce. Vorrei averti tutta per me fino alla fine dell'esistenza."