Eliotropio
L'appartamento era stretto e buio, ed era pervaso da un odore d'incenso così forte che il Ramingo riusciva a malapena a respirare. Ciò nonostante, rimase seduto da solo, con i gomiti appoggiati sulle ginocchia, a fissare il penetrante bagliore verde dell'osso di Ahamkara di Eris.
"Sai cos'è che voglio", sussurrò. "Quindi datti una mossa."
Non accadde nulla. Il Ramingo lo strinse tra le mani, incurvando la bocca in un'espressione truce. Lo sollevò, lo scosse con violenza, poi se lo avvicinò al volto.
"Mi hai sentito?" sibilò.
Ancora niente.
Le spalle si afflosciarono. Allentò la presa sul globo, tenendo gli occhi chiusi, e pensò a lei.
"Fa' attenzione con quell'affare", disse Sloane. Il Ramingo alzò lo sguardo, sorpreso. La Vicecomandante era apparsa sulla soglia. Per un attimo, la donna osservò l'appartamento, tenendo la mandibola serrata.
"È così che viveva?"
Il Ramingo non rispose. Si alzò in piedi, rimettendo l'osso di Ahamkara sul tavolo. Poi si avviò verso la porta. Sloane gli si piantò di fronte prima che potesse andarsene. Lui la guardò negli occhi, inespressivo.
"Dove stai andando? Dobbiamo parlare", disse lei con tono deciso.
"Io non ho niente da dire", rispose il Ramingo.
"Sì, invece."
Il Ramingo indietreggiò di qualche passo.
"Non puoi andartene. La posta in gioco è troppo alta. La Città conta su di te… Devi essere pronto per quando verrà il momento."
"Non mi avete già tolto abbastanza?" mormorò.
"Non te ne andrai da qui."
"Sì, invece. Hai intenzione di fermarmi?"
Sloane lo afferrò per il bavero. Il Ramingo alzò il mento in segno di sfida, lei sollevò un pugno.
"Non lo faresti", iniziò a dire lui, prima che il colpo gli si abbattesse sul volto.
Sloane mollò la presa. Il Ramingo barcollò all'indietro finché non si ritrovò con le spalle al muro. Si toccò il naso e sussultò: le dita erano sporche di sangue. Poi sorrise, mostrandole i denti tinti di rosso.
"Era da un po' che non mi guadagnavo un trattamento del genere", affermò il Ramingo con un tremito nella voce. Il sorriso scomparve in fretta. Si ripulì il labbro insanguinato con il dorso della mano, mentre il suo Spettro, comparso al suo fianco, si avvicinava e lo fissava in silenzio con il suo occhio scarlatto.
Il Ramingo lo scacciò con un colpo e uscì dalla stanza, continuando a perdere sangue.
"Non allontanarti troppo", lo ammonì Sloane.
Il Ramingo non si fermò.