La lunghezza della catena | Parte I
"Jolyon," sussurra Uldren Sov, "io e te ci prenderemo il Giardino Nero."
"Ah sì?" Jolyon Till il Rachide, celebre tra i Corvi, tiratore scelto, esploratore e narratore, giace disteso al fianco di Uldren. Un enorme e lucido fucile Supremazia lungo quasi il doppio di lui, è ben piantato contro la sua spalla. "Avevo capito che avremmo dovuto sorvolare Saturno in una vasca da bagno."
"Sono serio, Jol."
"Sarai serio e anche morto se andrai su Marte, oh oh oh! Distanza bersaglio, 2.900 metri. Vento e rotazione?"
Vento 21 Km/h da ore 3. Sei due gradi di rotazione di troppo a nord. Ci vado lo stesso, non sto scherzando. Devi venire anche tu! Non te lo perdonerai mai se ti perdi quest'occasione."
"Non me lo perdonerò mai nemmeno se muoio! Colpo pronto."
"Spara", dice Uldren. La Supremazia fa fuoco e rincula nella spalla di Jolyon. Un centro perfetto, Uldren non ha bisogno di controllare. "Sei stato al mio fianco in tutte le occasioni importanti, Jol. Non posso farcela senza di te. Oltretutto-" apre la sua mano e mostra il bossolo, afferrato a mezz'aria con la velocità di un cobra. "Se non lo facciamo noi ci penserà qualche guardiano e prima che ne accorgiamo Mara li inviterà a fare il lavoro dei Corvi."
Jol si gira sul fianco destro e fissa Uldren. Il Signore dei Corvi ghigna soddisfatto; Jolyon Till il Rachidiano socchiude gli occhi e colpisce l'estrattore con una mano. Uldren afferra il bossolo. "Somigli molto a tua sorella," sospira Jolyon, "la differenza è che quando gioca sporco non sorride così tanto."
"Sono l'affascinante della famiglia." Uldren attende con pazienza che Jol manovri l'otturatore ed estragga il colpo in canna. Di solito vince lui a questo gioco. Di solito. A volte però Jol lo sorprende. "Nessuno è mai stato nel Giardino. Immagina cosa potremo trovarci."
"Orrori senza nome?"
"Jol, sono tutti senza nome finché qualcuno non gliene dà uno!" Nessuno ci è mai stato! Non ti stuzzica l'idea?"
"No Uldren, perché tua sorella l'ha proibito!"
"Questo," risponde allegramente "è il motivo per cui penso ne valga la pena." E perché gli insonni si emozioneranno all'ennesimo racconto di come è sopravvissuto per un pelo. Mara non ha mai capito l'importanza che gli eroi hanno per un popolo. Una Regina è indispensabile. Ma un eroe sai cosa vuole, sai quando è perduto o quando vince.