Capitolo 15
Il bar del Serbatoio di Etere era pieno di clienti della Città, eliksni e non. Bevitori solitari. Appassionati di karaoke. Scommettitori. Il Ragno si godeva di striscio il fervore mentre scorreva le cifre sul suo datapad, calcolando la sua fortuna.
La luce al neon si rifletteva lungo il serpente d'argento dell'Involucro della Costrizione che Immaru indossava come travestimento. Archie gli trotterellava accanto mentre si avvicinava.
"Ho una proposta per te", disse Immaru, ma il Ragno continuò semplicemente a leggere. "Non costringermi a ripetere, altrimenti…"
"Fallo e sarai il prossimo nella mia collezione", rispose il Ragno, e si voltò improvvisamente verso di lui con un involucro di Spettro vuoto stretto tra gli artigli.
"Non sai minimamente con chi hai a che fare", sogghignò Immaru.
Il Ragno si chinò per guardare direttamente lo Spettro, occhi nell'occhio. "Oh. Eccome se lo so. E adesso vattene!"
"I dolci sono la valuta più in voga in questo momento, per tutto", disse Immaru rapidamente. "Ho i mezzi per recuperarla. Per definire una nuova economia per la Città, se vogliamo. Ma ho bisogno di qualcuno che abbia spazio. Molto spazio."
Il Ragno fece una pausa. "Cosa ci guadagno?"
"Il quindici percento. Mi serve anche della tecnologia per il nostro Archie per trasferire rapidamente la merce su lunghe distanze in una grande struttura", promise Immaru.
"Cinquanta", replicò il Ragno.
"Il cinquanta percento per un deposito?"
"Tecnologia, deposito e tutto il resto."
"Ma tu sei fuori di testa. Quindici."
"Sessanta. Prendere o lasciare."
Immaru assottigliò l'iride. "Cinquanta."
"Sessanta", ribadì il Ragno, poi si rivolse ad Archie. "E tu che ne pensi? Sei d'accordo?"
Archie abbaiò tutto entusiasta e il Ragno giunse le dita. "Pare che abbiamo raggiunto un accordo."