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Cercare

Da qualche parte, l'altra minuscola stella chiama. Provi a rispondere, ma non riesce a sentirti. Non senza aiuto. Vuoi aiutare, ma sei in preda alla paralisi. I tuoi arti sono frantumati e il tuo cuore batte con immane lentezza. Il significato della debolezza non ti è mai stato intimamente chiaro come ora. Puoi solo attendere. --- Io sono l'ultimo Oratore, ma ho a lungo cercato un successore. Sono sul balcone del mio piccolo appartamento con Lady Efrideet, che desidera lasciare l'Ultima Città sicura sulla Terra. "Immagino di non poterti convincere a restare." Efrideet ha le braccia incrociate e guarda la Città. "No", dice. "E di certo non hai bisogno di chiedere il permesso." Accenna una risata. "No." Si sporge dal balcone, guardando giù. I guardiani non temono le altezze. Probabilmente potrebbe appendersi alla ringhiera per una caviglia, se fosse dell'umore giusto. "Ma stavo pensando a quello che hai detto prima." Si gira verso di me, e la mia maschera senza lineamenti mi è utile ancora una volta, perché non tradisce alcuna emozione. "A proposito di trovare un nuovo Oratore." Ah. Per anni ho atteso che qualcuno venisse da me per dirmi che suo figlio fa sogni strani e abbacinanti e soffre di emicranie. Ho sperato di vedere un guardiano attraversare la Torre seguito da Spettri solitari. Ho tenuto a colloquio centinaia di persone attraverso comunicazioni a distanza. Ho consultato il Viaggiatore. Mi sono aggirato ogni giorno tra le torme di civili e guardiani all'ingresso della Città. E tuttora non ho trovato nessuno a cui possa consegnare la mia maschera. Prima che Saint-14 partisse per Mercurio pensavo che forse avrebbe preso lui il mio posto. Che avrei potuto istruirlo. Non è la prassi, ma ha un cuore così buono e un temperamento così equilibrato. A volte penso persino che sia più adatto lui di me. Ma non è più tornato. Mi schiarisco la voce. "Sì", dico. "Già. Non ho ancora trovato nessuno. Ma so che c'è qualcuno da qualche parte." "Bene", dice Efrideet. "Io sto giusto andando da qualche parte. Posso cercare." È una buona offerta. Ma io sto comunque attendendo che lui faccia ritorno. "È per questo che vuoi abbandonare la Città?" chiedo, invece di considerare la proposta. "Sei tu quella che mi ha convinto a venire qui." "Sono lieta di averlo fatto", dice, sollevando il mento. "Ma no, non è per questo. C'è qualcosa in questa vita che... non mi soddisfa. Penso che un guardiano dovrebbe poter lasciare un segno sul mondo in molti modi, non solo con un'arma." "Non è ciò che penso di te." Fa una pausa, poi si appoggia alla ringhiera. "Certo", dice. "Ma è comunque qualcosa a cui penso spesso. Centinaia di anni passati a mirare e sparare, Oratore..." Scuote la testa. "Non ho ancora un'idea chiara, ma voglio trovare un altro modo di fare le cose." Questa conversazione suona così familiare. Ero molto giovane l'ultima volta che ne abbiamo discusso. "Capisco", dico in tono più dolce. "È una nobile causa." Fa spallucce. "E forse potrei tornare con un Oratore bambino." Non lo dice a voce alta, ma nell'aria tra di noi aleggia un "se mai riuscirò a tornare". "Apprezzerei il tuo aiuto", dico alla fine. "Non posso indossare questa maschera per sempre."