II: Spettatori al massacro
COSÌ IN BASSO...
Nel perimetro circolare della fossa in fondo al pozzo della dannazione, un'adunata di brutalisti compete per il posto sul trono eterno.
Un migliaio di guerrieri di polvere e rovina reclamano l'inizio di un altro massacro rituale.
COME IN ALTO...
Sedicenti burattinai osservano attenti, dall'alto delle torri cremisi aggrappate alle mura frastagliate della sacra e vacua necropoli. Di astuto pensiero e grandi visioni, ma privi della forza per impossessarsi personalmente del dono offerto dalla logica della spada. Si considerano architetti che nell'ombra erigono imperi. Costruiscono il proprio retaggio attraverso il commercio di segreti, il passaggio di notizie e la semina di menzogne. Le loro armi sono le parole, taglienti come qualsiasi lama.
Nella folla dei signori dalla malefica lingua, nobili decadute si fanno avanti.
Sorelle dell'anti-pietà. Sorelle della sventura. Le Figlie di Crota, Figlie dello Spezzamondi. Progenie della distruzione, eredi dirette del trono abbandonato, eppure lontane dal richiamo della Fossa. Le manipolatrici privilegiate che Malkanth e il suo sangue vogliono sfidare. Che vogliono distruggere.
Le Figlie sono qui per giudicare coloro che osano partecipare alla contesa.
Cercano un guerriero che possa radere al suolo i celestiali imperi che insozzano le distese d'ebano. Sicuramente ci sarà qualcuno, tra gli infiniti discendenti del padre di loro padre.
Besurith sussurra i suoi dubbi. Voshyr concorda.
Kinox tace, contemplando la loro situazione e le profondità dalle quali devono ascendere, se vogliono che lo Sciame rivendichi finalmente il proprio destino.
Hashladûn, la più anziana, l'Inondata, le squadra con gli occhi socchiusi. Le sue sorelle piombano nel silenzio.
Il massacro sta per cominciare.