Dogma
Questi procedeva carponi, in affanno. Il suo Spettro volò serenamente sopra di lui.
"Che cos'ho che non va?", chiese da terra.
"Stai morendo di fame", disse lo Spettro in tono piatto.
"Non ti credo", replicò lui trascinandosi sopra ad alcune rocce.
"Potrei... aggiustarti", propose lo Spettro.
"Non ho bisogno di te", disse l'uomo. "Ce la faccio."
"Non ti scegli un nome?", chiese lo Spettro. "Lo fanno tutti."
"Tu parli troppo."
"Alcuni lo scelgono anche per il proprio Spettro. Come devo chiamarti, se non vuoi un nome?"
L'uomo era svenuto. Il sole batteva su di lui, spietato, come una biglia rovente sospesa nel cielo. Morì il giorno seguente, punto da uno scorpione. Lo Spettro non interferì. Una rianimazione completa sarebbe stata meno complicata.
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L'uomo aprì gli occhi e prese un bel respiro. "Come devo chiamarti?", chiese lo Spettro.
L'uomo lo guardò, pensoso. Poi si guardò le mani.
"Ho ancora fame."